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ALL’EMPEDOCLEO RITORNA IL TEATRO DI ALFONSO GUELI CON “Tracce di colore su tela bianca”

Protagonista di “Tracce di colore su tela bianca” –scrive nella sua presentazione Alfonso Gueli– è una donna, sui 45 – 50 anni, che cerca di ritrovare quella sé stessa che da tempo le sfugge restandole accanto.

E’ consapevole delle incoerenze che la inducono a dibattersi tra desideri confusi, convinzioni puntualmente rinnegate, voglia di superare i limiti del banale e dello scontato per proiettarsi in un “altrove” che la gratifichi e la faccia sentire vera. Per un attimo accarezza idee che un momento dopo le sembrano assurde, e allora torna indietro, si  sdoppia, si guarda intorno e non trova un punto fermo a cui aggrapparsi.

 Ma vuole davvero identificare punti fermi che riescano a frenare la sua corsa disordinata verso qualcosa che forse non c’è?

Oppure… oppure è proprio la sua indole che la spinge a cambiare continuamente strada, personalità e traguardo? Ma già la parola “traguardo” la spaventa. Arrivare? Dove? Dove magari non vorremmo?  E poi c’è la tela bianca. E’ poco più grande di un quadro ma sembra occupare tutti gli spazi.

Il candore di quel rettangolo le fa paura e al tempo stesso l’affascina.… Ma sì, ecco forse una possibile risposta ai tanti interrogativi che accompagnano ogni suo passo: attraverso una pennellata di colore lasciare una traccia di sé e della propria fragilità su quella grande tela bianca che è la vita: macchie di colore che potrebbero spazzare via il grigiore di una realtà asfittica e lasciare un segno di sé e della propria esistenza. Si susseguono frammenti di emozioni, sentimenti, rabbie, solitudine e, molto spesso, ricerca dell’approvazione e della complicità degli altri.   “Tracce di colore su tela bianca” è uno spettacolo teatrale che dice e contraddice, protagonista un’inquietudine che si attenua soltanto nel finale, quando cede il posto a una ritrovata voglia di agire. Cioè, di vivere.