E’ ANCHE COLPA DI SOLONE IL SILENZIOSO TERREMOTO POLITICO DI QUESTI GIORNI
testo e fotogallery di Diego Romeo
Non tutto è macabro quello che sta offrendo il cartellone del Teatro Pirandello. L’altra sera un soffocato “Uhhhh” si è alzato dalla platea quando ,aperto il sipario, si è visto una bara scoperta troneggiare al centro della scena. Si saprà poi che quella bara dove si intravede un cadavere servirà a nascondere “il Malloppo” e la bara verrà imbottita dai bigliettoni di una rapina architettata da Marina Massironi e company mentre un funzionario di polizia che fa il finto tonto ne approfitterà per intascarne una manciata. Guarda caso l’attore che interpretava il commissario di polizia è l’esimio Gianfelice Imparato visto in TV nel “commissariato ex-corrotto” dei “Bastardi di Pizzo Falcone”. Il Malloppo l’altra sera non è stato degnato di un applauso a scena aperta, forse per l’incalzare dei dialoghi corrosivi dell’autore Joe Orton o forse perché gli spettatori di grande sensibilità avranno metabolizzato che in quella bara c’era la cultura capitale agrigentina imbottita di soldi che non si sanno spendere. Dicevamo, non solo offerte di macabro, perché sta tracciando solchi profondi e soprassalti etici la rappresentazione di circa un mese fa di “E’ tutta colpa di Solone” dal libro omonimo di Andrea Cirino. Un piccolo terremoto di stampo”demoplutomassonico” che scalda la sonnolenta e acquattata borghesia (o di quello che oggi resta) agrigentina che da anni fa il girotondo con le piccole e consolidate quarantaquattro lobby cittadine, ormai incuranti se la Giunta comunale sia ridotta al minimo sindacale. E proprio da quella Giunta che nel giro di un anno aveva registrato le dimissioni di diversi assessori. Clamorose furono le dimissioni di Roberta Lala che per mandare avanti le sue iniziative ci rimetteva di tasca propria. Oggi la scelta delle dimissioni ha fatto proseliti tra i deputati. Dimissioni prima “ventilate” per non turbare, poi confermate dai deputati Roberto Di Mauro e Margherita La Rocca Ruvolo. Non è un caso ma una necessità che la significanza etico-politica dell’opera di Andrea Cirino abbia avuto un ruolo non di poco conto. Un’opera che racconta “una società in degrado con un governo che non aiuta i cittadini e con un personaggio pieno di rettitudine che oggi difficilmente si trova nel panorama politico”. Le vicende e la lezione dell’arconte Solone sull’esempio della democrazia evidentemente stanno tracimando “nei cuori e nelle menti” di politici che si chiedono a gran voce “diamoci una mossa” Per singolare coincidenza con il libro di Cirino ci sarebbe da sottolineare il Manifesto degli Amministratori Cattolici cui ha aderito l’on. Ruvolo e che dalle Alpi a Capo Passero continua a trovare adesioni. Qui in Sicilia, per quanto si è letto, è apparso di “cattivo gusto” l’arruolamento dell’immagine di Giovanni Falcone accanto al logo di Forza Italia e preoccupa l’elettorato il silenzio della on. Caterina Chinnici, ultimo domicilio conosciuto è Forza Italia.. E più passano i giorni e più vengono rivelate le motivazioni dei dimissionari che lavorano a uno “spartito” cattolico evitando di riferirsi ai partiti di cui dicono “ce ne sono fin troppi”. La settimana sociale di Trieste sotto questo aspetto è stata esplicita e prosegue il viaggio tra gli amministratori locali di ispirazione cristiana. Le loro priorità vanno oltre il dibattito astratto “partito si-partito no” per non disperdere lo specifico dell’impegno cristiano Ciò che servono sono luoghi di confronto veri per mostrare scelte di impegno concreto e più visibili. In tutto questo “trambusto etico” c’è chi si affida al concetto di solitudine come la già on .Maria Grazia Brandara, già cuffariana doc, che sceglie la psicologia fondando l’associazione contro la solitudine e scomodando per la presentazione un classico della comunicazione , mons. Paglia. Come si vede ( ciascuno a suo modo pirandellianamente) il terremoto è iniziato e come probabilmente potrà accadere, causerà metaforiche vittime e metaforici martiri. Effetti collaterali che questa volta, osiamo sperarlo, siano salutari e duraturi .
