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“Hydra”: istanza di rinvio a giudizio anche per un agrigentino

La Procura di Milano ha depositato istanza di rinvio a giudizio a carico di 143 indagati nell’ambito della maxi inchiesta “Hydra”, ruotante intorno ad un presunto intreccio affaristico da Milano a Varese tra mafia, ‘ndrangheta e camorra. A fronte della proposta da parte della Procura di 153 misure cautelari, il Tribunale di Milano ne aveva condivise e firmate solo 11. Poi il terzo grado di giudizio in sede di Riesame, ovvero la Cassazione, ha rigettato tutti i ricorsi che si sono susseguiti, e ha disposto una raffica di arresti. E adesso le istanze di rinvio a giudizio, anche per un agrigentino, Gioacchino Amico, 39 anni, di Canicattì, residente ad Arconate in provincia di Milano, presunto vertice della “struttura unitaria” lombarda per conto della camorra del clan dei Senese. E, tra le pagine dell’ordinanza cautelare, Amico è descritto come “capace di allacciare rapporti con esponenti di tutte le mafie esistenti in Italia nonché con esponenti della politica nazionale di primo piano”.

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