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Palermo, “corruzione stent”: un cardiochirurgo ammette le proprie responsabilità

Come pubblicato ieri, a Palermo sono state eseguite misure interdittive a carico di cinque indagati, tra medici, imprenditori e un funzionario all’ospedale Civico, per i quali si ipotizza un patto corruttivo, ovvero il pagamento di tangenti per promuovere un prodotto sanitario piuttosto che un altro. In particolare si tratterebbe degli stent, i tubicini in rete metallica usati per riparare le arterie ostruite o indebolite. La Procura ha proposto l’arresto degli indagati. Ebbene, uno dei cinque, il cardiochirurgo Giuseppe Migliore, 50 anni, a lavoro all’ospedale Villa Sofia, ha ammesso le proprie responsabilità. Migliore, peraltro premiato negli anni scorsi a Chicago come uno dei migliori specialisti in ambito internazionale per l’approccio all’angioplastica, ha ammesso di avere ricevuto denaro dichiarando di esserne profondamente pentito, tanto da avere, immediatamente, deciso di sospendere la propria attività lavorativa.

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